Come crearsi una ricetta Fujifilm: la guida in PDF che uso io
Se sei arrivato qui dal video, il file è qui sotto. Niente email, niente form, niente iscrizioni. Scarica e vai. Se invece sei arrivato da una ricerca, sotto al pulsante ti spiego cosa c'è dentro e perché l'ho scritta.
Il problema non è che copi male
Hai scaricato una ricetta. L'hai inserita parametro per parametro, controllando due volte. Sei uscito a fotografare. E il risultato non assomiglia nemmeno lontanamente alla foto che ti aveva convinto.
Non hai sbagliato niente nel menu.
Una ricetta non è una formula neutra. È una serie di decisioni prese da un'altra persona, con una sua idea in testa, in una luce che era la sua. Quando la copi, copi il risultato senza il ragionamento che c'era sotto. E quel ragionamento non era il tuo.
Questo non vuol dire che le ricette degli altri siano da buttare. Anzi. Sono uno dei motivi per cui vale la pena avere una Fujifilm, e io ci ho fotografato un viaggio intero in Corsica senza rimpianti.
Vuol dire solo che a un certo punto ti accorgi che potresti sentirti stretto nei vestiti di qualcun altro. E quando arriva quel momento, ti serve un metodo, non un altro file da scaricare.
Il passaggio che quasi nessuno fa
Prima di aprire qualsiasi impostazione, si scrive.
Non i parametri. Le intenzioni.
Metti davanti a te venti tue foto, non quelle di altri, e leggile con una griglia di sette voci: contrasto, temperatura, dominante di colore, resa della pelle, comportamento di verdi e blu, alte luci e neri, materia. Per ognuna ti chiedi due cose. Cosa vedo adesso, e cosa voglio vedere.
Alla fine hai una frase precisa. Quella frase è già la ricetta. Tutto quello che viene dopo serve solo ad arrivarci.
Se salti questo passaggio, quando arrivi ai cursori non stai decidendo. Stai provando. E si vede.
Nella guida questa griglia c'è in versione compilabile, pensata per essere stampata e riempita a penna.
X RAW Studio, e perché cambia tutto
X RAW Studio è il software gratuito di Fujifilm, e ha una caratteristica che nessun altro software ha.
Non sviluppa i RAW con il computer. Li sviluppa con il processore della fotocamera, collegata via cavo. Quello che vedi a schermo è identico a quello che uscirebbe scattando.
Il vantaggio è enorme quando stai costruendo qualcosa. Confronti due versioni dello stesso identico file, invece di riscattare in un altro momento con un'altra luce e chiederti se la differenza dipende dalla ricetta o dal cielo che è cambiato.
Nella guida trovi il percorso menu per attivare la connessione, che la prima volta non lo trova nessuno, e il vincolo sui file compatibili che fa perdere mezz'ora a chi non lo sa.
L'ordine in cui si prendono le decisioni
Questa è la parte centrale della guida, ed è quella che secondo me fa la differenza.
I parametri non si toccano a caso, e non si seguono nell'ordine in cui te li mette il menu. Ogni decisione ridisegna la base su cui lavora quella dopo.
Prima la simulazione, il carattere di partenza. Poi il Dynamic Range, che è struttura e va deciso prima dei toni. Poi la compensazione di esposizione, il parametro più sottovalutato di tutti. Poi il bilanciamento del bianco, che non è una correzione ma una scelta. Poi la curva, con alte luci e ombre separate. Poi il colore, su tre livelli, dal globale al selettivo. E per ultima la materia.
Sette tappe. Se le inverti, ti ritrovi a compensare due volte la stessa cosa e non capisci più quale parametro sta facendo cosa. È il motivo per cui la maggior parte delle persone dopo mezz'ora si perde e torna a scaricare la ricetta di qualcun altro.
Immagine come esce dalla macchina fotografica con una ricetta Fujifilm
Cosa c'è dentro la guida
Dodici pagine, A4, pensate anche per essere stampate in bianco e nero.
La griglia delle sette voci, in versione compilabile a mano
Lo spazio per scrivere la tua frase di intenzione
Il percorso menu per collegare la fotocamera a X RAW Studio e le due note pratiche che fanno risparmiare tempo
Lo schema visivo delle sette tappe, in ordine
Una scheda per ogni tappa con cosa decidi, cosa non decidi, e l'errore più comune
Il metodo di verifica per capire se la ricetta regge o funziona solo su una foto
Una tabella per annotare i tuoi banchi personalizzati con un nome che descrive l'intenzione, non un numero
Una cosa che nella guida non trovi: i miei parametri.
Non è una dimenticanza. I miei valori sono tarati su un set di foto mie, fatte in una luce precisa, per raccontare una cosa che volevo dire io. A te non servirebbero a niente, e ti riporterebbero esattamente al punto di partenza.
Il video dove la costruisco dal vivo
La guida è il complemento di un video in cui costruisco una ricetta da zero dentro X RAW Studio, partendo dalle foto della Corsica. Lì si vede il ragionamento in tempo reale, comprese le volte in cui torno indietro su un parametro.
La guida è la mappa. Il video è il percorso.
Se hai compilato la griglia e ti è uscita una frase di intenzione che ti convince, scrivimela nei commenti del video. Quelle mi interessano più dei parametri.
Sono un fotografo e videomaker. Oltre a questo, lavoro con professionisti e aziende su ritratti e video per la comunicazione: se ti serve, trovi come lavoro nella sezione dedicata.