Quanto costa un ritratto executive (e perché quasi nessuno fa la domanda giusta)
Sala posa, presso Zona VII Studio, a Genova in Piazza della Vittoria
Ogni settimana qualcuno apre la pagina del ritratto executive, legge, e chiude senza scrivere.
Non perché il servizio non serva. Serve, e chi arriva su quella pagina lo sa già. Chiude perché nella testa restano tre o quattro domande a cui nessuno ha risposto, e nessuno ha voglia di prenotare una call per scoprire che il preventivo era fuori budget o che la sessione durava mezza giornata.
Quindi le risposte le metto qui, prima della call.
"Quanto costa?"
Sul mercato italiano un ritratto executive va da poche centinaia di euro a oltre mille. È una forbice enorme, e la ragione è che sotto la stessa parola stanno tre cose diverse.
Il primo livello è lo scatto veloce. Fondale grigio, luce standard, dieci minuti a testa, file consegnati con un filtro uguale per tutti. Funziona se ti serve un badge aziendale.
Il secondo livello è la sessione con direzione. Si lavora sulla postura, sull'espressione, sulla luce costruita per il tuo viso e non per un viso generico. Il tempo sale, il risultato smette di somigliare a una foto tessera.
Il terzo livello aggiunge la coerenza di sistema: tutto il management fotografato con lo stesso linguaggio, utilizzabile su sito, LinkedIn, presentazioni istituzionali e materiali stampa senza che si veda lo stacco tra una persona e l'altra.
Il mio lavoro sta nel secondo e nel terzo livello. Il listino parte da 600 € a sessione (operazione non soggetta a IVA ai sensi del regime forfettario) con la licenza d'uso commerciale inclusa.
Se il primo livello è quello che ti serve, te lo dico subito così non perdiamo tempo in due.
"Cosa sto pagando esattamente?"
Non lo scatto. Lo scatto è l'ultimo minuto di un processo.
Paghi:
La preparazione. Capire dove finiranno le immagini, con che tono comunica l'azienda, se ti serve autorevolezza o accessibilità. Sono decisioni che si prendono prima di accendere una luce.
La direzione in sessione. La differenza tra una persona rigida e una persona presente non la fa la fotocamera, la fa chi ti sta davanti e sa cosa chiederti.
La post-produzione. Ritocco che toglie il temporaneo (una piega della camicia, un riflesso, un capello fuori posto) e lascia il permanente. Non ti tolgo vent'anni, ti tolgo la giornata storta.
La licenza. Le immagini le usi dove vuoi e per quanto vuoi, senza dover richiedere autorizzazioni.
"Ho già una foto fatta da un collega, va bene lo stesso?"
Dipende da chi la guarda e da quando.
Una foto fatta in ufficio con lo smartphone (strumento fantastico) comunica una cosa precisa: che quella immagine non era abbastanza importante da meritare tempo. Il problema è che chi ti sta valutando prima di un incontro, un investimento o una trattativa non lo elabora a parole. Lo registra e basta.
Il punto non è la qualità tecnica. È che la tua faccia, per chi non ti conosce ancora, è il primo documento che legge dell'azienda.
"Non sono fotogenico"
Questa è l'obiezione vera, quella che sta sotto tutte le altre.
Nella quasi totalità dei casi non è un problema di viso, è un problema di direzione. Le persone che si dicono non fotogeniche hanno quasi sempre alle spalle la stessa esperienza: qualcuno le ha messe davanti a un obiettivo, ha detto "sorridi" e ha scattato. In quelle condizioni viene male a chiunque.
In sessione non ti chiedo di posare. Ti do indicazioni concrete, una alla volta, e ti mostro i risultati a schermo mentre lavoriamo, così vedi cosa funziona invece di indovinare.
Chi arriva teso di solito si scioglie entro i primi dieci minuti. Non perché io sia simpatico, ma perché smette di dover decidere cosa fare con le mani.
"Quanto tempo mi porta via?"
Una sessione individuale può partire da 15 minuti fino a una giornata intera, dipende da come è strutturata.
Per i team lavoro in sede, con una postazione allestita e una rotazione programmata: ogni persona si stacca dalla scrivania per il tempo necessario e torna a lavorare. In una mattina si coprono fino a 30 persone senza fermare l'ufficio.
La consegna delle immagini selezionate e ritoccate avviene entro cinque giorni lavorativi.
"E se non mi piaccio nelle foto?"
Le immagini le scegli tu dal set completo. Nessuno ti consegna una selezione fatta da altri con la formula "queste sono venute bene".
Se dal set non esce nulla che ti convince, si rifà la sessione. Non è un rischio commerciale che mi tiene sveglio la notte, perché in dieci anni di ritratti corporate è successo molto raramente, e quando è successo il problema era non dipendente ne da me, ne dal cliente.
Quando non ha senso chiamarmi
Preferisco chiuderla con onestà, perché tanto lo scopriremmo comunque alla call.
Non ha senso se:
ti serve una foto entro domani mattina e va bene qualsiasi cosa;
il budget è fissato sotto la soglia del primo livello, quello dello scatto veloce;
l'azienda non ha ancora deciso come vuole essere percepita, e la foto diventerebbe un cerotto su una questione più grande. In quel caso il lavoro da fare viene prima, ed è un altro.
Negli altri casi, il modo più veloce per capire se ha senso lavorare insieme è una conversazione di quindici minuti in cui mi dici dove finiranno le immagini e io ti dico cosa serve per arrivarci.
Nessun preventivo a sorpresa: dalla call esci sapendo tempi, costi e cosa ricevi.